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Mastoplastica additiva ? Domande ?

La storia avrà conservato più del suo talento di chirurgo improvvisato che delle sue capacità di cacciatore di maiali. Tuttavia, è grazie alle sue conoscenze di anatomia ricavate dai suoi animali che Jacques Nufer è passato alla storia, lasciando il segno in molte storie mediche. Era il 1500 nel piccolo villaggio di Siegershausen in Turgovia. Dopo diversi giorni di lavoro e l’aiuto di 13 ostetriche, dobbiamo affrontare il fatto che Elisabeth Alepaschin, la moglie del contadino, non sarà in grado di partorire naturalmente. Disperata, quest’ultima convoca le autorità locali. Vuole provare quello che nessuno sembra essere riuscito a fare prima di lui in Occidente: eseguire un taglio cesareo per salvare madre e figlio.
Sopravvivere era come giocare alla lotteria.

Finora, diciamocelo, la probabilità di uscirne indenni da questo tipo di intervento chirurgico era alta quanto quella di vincere la lotteria. “L’esaurimento […] al momento dell’operazione, lo shock chirurgico senza anestesia, l’incapacità di fermare il flusso sanguigno, la mancanza di precauzioni igieniche, l’incapacità di arrestare il processo infettivo quando si avvia, sono tutti flagelli che riducono casualmente la sopravvivenza della madre”, scrive la storica Mireille Laget in La césarienne ou la tentation de l’impossible, XVIIe et XVIIIe siècles. Non sappiamo se Jacques Nufer sia stato fortunato nel suo incredibile successo. Può darsi che la gravidanza sia stata ectopica, facilitando il recupero dell’operazione. In ogni caso, gli scritti che raccontano le sue gesta sembrano rivelare l’improbabile sopravvivenza di Elisabeth Alepaschin, tanto quanto le cinque gravidanze – tra cui una gemella – che hanno seguito il felice evento.
Solo post mortem

Circondato da leggende, il taglio cesareo fa parte della storia dell’umanità da tempo immemorabile. Si dice che Dioniso, dio della vite nella mitologia greca, o Asclepio, figlio di Apollo, sia nato in questo modo. Quanto a Giulio Cesare, il cui nome è però inseparabile dall’operazione, è molto probabile che il mito, veicolato da Plinio il Vecchio, abbia superato la realtà. Se era già praticato all’epoca, il taglio cesareo veniva eseguito solo su madri morenti o post mortem. Sarebbe stato quindi impossibile che Aurelia Cotta avesse potuto ascoltare i racconti dell’invasione del figlio del suo imperatore, come riportato nei libri.

“Nei tempi antichi, c’erano molte ragioni per eseguire sezioni cesaree”, dice Jacqueline Wolf, docente di storia della medicina all’Università dell’Ohio. Uno di questi era legato a una questione di eredità. Senza un discendente vivente, il denaro di proprietà della madre non è stato dato al marito, ma al suo parente più prossimo”. La Lex Regia, nell’VIII secolo a.C., richiedeva anche il taglio cesareo perché la madre non poteva essere sepolta senza che il feto venisse rimosso. Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, essa ha incoraggiato questa pratica nel Medioevo per poter procedere al battesimo del bambino.

Siti Web da scoprire :

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